
Beh, è così che qualche giorno fà mi capita per caso tra le mani questo cofanetto, ed il mio sguardo, posatosi distrattamente sulla track list, coglie i nomi di Woody Guthrie, Big Bill Broonzy, Fred Neil, Tim Buckley. Minchia! Un'occhiata alla copertina di tale mirabile raccolta mi palesa il titolo, ovvero "Washington Square Memoirs: The Great Urban Folk Boom (1950-1970)", e la relativa casa discografica, la Rhino (ma guarda un po'), nonchè l'immagine di quella stessa Washington Square il cui parco ha visto Robert Redford camminare a piedi nudi.
Nella seconda metà di questo primo cd vengono coperti i primi anni '60, per poi passare, nel secondo, all'epoca del massimo splendore del folk di protesta (quando persino Dylan ci credeva, per intenderci). Si giunge poi alla piega introspettiva assunta sul finire degli anni '60. In questo terzo, ultimo cd, sono presenti due brani come Once I Was di Tim Buckley e Dolphins di Fred Neil che da soli potrebbero valere la compilation nella sua interezza.
"Non posso immaginare la mia vita - o quella di chiunque altro - senza la musica: è come una luce nel buio che non si spegne mai"
E' con queste parole che Martin Scorsese apre il suo film documentario "The Blues - Feel like going home", il primo della serie da lui prodotta. Si tratta di una frase semplice, così diretta e priva di forzature e lirismi che mi parrebbe figurare in modo degnissimo in una moderna Antologia di Spoon River (con i dovuti scongiuri), la confessione di un modo di intendere la vita, la propria. Si tratta poi del senso sotteso all'intero documentario, la visione del quale pone, in maniera diretta, il quesito seguente: ma come avranno fatto i neri americani a sopravvivere, sradicati dalla loro terra, costretti a campare di stenti lavorando in condizioni disumane, stretti da divieti finalizzati alla distruzione di ogni legame culturale con il loro passato, ed in tali condizioni di vita ad essere comunque in grado di conservare la loro identità? Identità che non solo sussiste tutt'ora, ma i cui frutti hanno influenzato in maniera consistente una parte importante della cultura 'occidentale', quella musicale. E la risposta, la loro grande forza, la si trova proprio nella musica. Senza la quale sarebbero stati annientati come è pressochè avvenuto nel caso dei nativi americani. La musica come forma di espressione creativa, di comunicazione, di aggregazione. La musica come strumento che consente di cercare e trovare quella bellezza istintiva senza la quale l'esistenza mi sembra non avere significato. Una luce nel buio, appunto.
Come sia possibile vivere senza la musica, davvero non so.
Listening to: Akron Family - Akron Family